Proclamato il vincitore del Padiglione Italia Expo 2015
Vivaio Italia è il concept guida del concorso per il Padiglione Italia. Una metafora che vuole rappresentare uno spazio protetto che aiuta i progetti e i talenti che operano nel Paese a “germogliare”. Tra questi talenti - ben 68 i progetti pervenuti da ogni parte del mondo - la commissione ha scelto il progetto di Nemesi&Partners Srl di Roma, in collaborazione con Proger SpA di Pescara e BMS Progetti Srl di Milano. Tra i grandi nomi partecipanti al concorso lo studio Miralles Tagliabue (EMBT) che con il proprio progetto si è classificato secondo e lo Studio Matteo Fantoni, terzo classificato tra le proposte pervenute.

Il progetto vincitore di Nemesi&Partners è estremamente ambizioso ed è sicuramente all'altezza di rappresentare il nostro Paese. Interpreterà l'espressione della cultura italiana contemporanea, comprendendo sia il Palazzo Italia (circa 12mila mq calpestabili) sia gli altri padiglioni posti lungo il Cardo, che ospiteranno una molteplicità di attività espositive e istituzionali: un viale che si estende per 325 metri. Il Padiglione sarà dunque la vetrina dell'Italia, un vero flagship store delle eccellenze italiane. Ma anche uno spazio dove il visitatore potrà rivivere l’emozione e la magia di un viaggio dentro il Bel Paese, con il suo stile di vita riconoscibile in tutto il mondo. Il raggruppamento Nemesi&Partners Srl di Roma, Proger SpA di Pescara e BMS Progetti Srl di Milano ha voluto che il progetto dell’architettura del Padiglione Italia si costruisse come una comunità riunita attorno alla sua piazza: è il vuoto che accoglie il fulcro simbolico dello spazio espositivo e che dà forma ai volumi dell’architettura. L’articolazione volumetrica del progetto di Palazzo Italia è basata su quattro blocchi principali, organizzati intorno ad un vuoto-piazza centrale (collegati tra loro da elementi-ponte) che ospitano le macro funzioni principali: Area espositiva, Auditorium, Uffici e Sale riunioni. Il progetto sviluppa l’idea di un organismo architettonico il più possibile energicamente indipendente, in cui è garantito al massimo l’equilibrio tra produzione e consumo d’energia.

ECCO LO SPECIALE DI EUROPACONCORSI >>

Nell’Augurarvi Buone Feste e Buon Anno

Vi comunico che lo studio rimarrà chiuso da Lunedi 23 Dicembre 2013 a
Lunedi 06 Gennaio



Giacomo Airaldi



designcontext dedica un articolo alla casa degli orti

Il progetto risponde alla duplice esigenza di riqualificare dal punto di vista energetico un magazzino agricolo disposto su due livelli e direcuperare il piano terra, convertendolo in abitazione per il figlio dei proprietari.


L’appartamento, ampio circa 120 m², è stato completamente rinnovato e rifinito in ogni sua parte; gli spazi razionalizzati e ripartiti attraversoquintealtezze differenziate e ortodossie geometricheaccomunate dal colore beige che, a seconda dell’incidenza della luce, restituisce gradazioni e accenti diversi.

L’ambiente è interamente piastrellato con un pavimento Porcellanosa grigio dall’effetto cangiante e ferroso che, senza interrompersi, si protende verticalmente sulle pareti di fondo della camera e della cucina; mentre la tappezzeria Sans di wall&decò veste tutti i muri di passaggio.

All’ingresso, un tramezzo coperto con materiale ceramico in crosta bianco di Metrowall viene trafitto da una lastra di metallo scuro per soddisfare funzioni e contesti diversi: nella zona di passaggio serve da mensola portaoggetti mentre, al di là della parete fessurata, si trasforma nel piano del tavolo in cucina.

L’ampia zona living, celata da una quinta-libreria luminosa, è caratterizzata dalla parete di fondo in pietra ricostruita Geopietra che “metaforizza” il paesaggio ligure con le tipiche coltivazioni a ulivi.

Per la cucina sono state scelte le note rosse delle due lampade “Campari” di Ingo Mauer e le linee morbide di 6 Panton Chaire di Vitra a contrastare il rigore complessivo, mentre altezze differenti intervengono nella gestione della camera da letto, che è stata ripartita in una cabina armadio e una zona letto vera e propria. Da quest’ultima si accede al bagno padronale che si conclude con una vetrata serigrafata Antonio Lupi attraverso cui si intravede la doccia dalla zona del letto.

giochi di luce sono ricorrenti in tutta l’abitazione e, oltre ad adattarsi a esigenze funzionali con alloggiamenti e tagli particolari, rispondono anche a un modello estetico che intende porre enfasi su alcuni elementi o negarne altri.



Committente: privato

Collaboratori: Manuel Mezzatesta

Consulenti energetica e impiantistica: ing.Roberto Rizzitano, ing. Luca Ferrari

Committente: privato

Anno: 2010-2011

Superficie: 120 m²

Fotografie: Alberto Piovano



Antonella Mazzola




http://www.designcontext.net/topics/tra-gli-orti-liguri-altre-geometrie-disegnano-un-interno-per-single

Fritz Hansen presenta la nuova poltrona "Ro™ di Jaime Hayon in anteprima al Fuori salone 2013.

Il nuovo store milanese propone inoltre alcune poltrone in edizione limitata ispirate a 7 città nel mondo.
Speciale set fotografico virtuale.

Press Preview h. 15.00-19.00 (dalle 15.30 interviste con singoli giornalisti accreditati)
Corso Garibaldi 77, Milano



Un secolo di storia dell'architettura contemporanea in pochi minuti: da Frank Lloyd Wright a Lebbeus Woods, da Oscar Niemeyer a Robert Venturi, e poi Frank Gehry, Arata Isozaki, Le Corbusier, fino a Zaha Hadid, Rem Koolhaas e al Pritzker Prize 2013 Toyo Ito.
È “Architecture with capital letter A”, un breve cortometraggio (poco più di 6 minuti), prodotto da viaVili e diffuso sul web nei giorni scorsi. Raccoglie brevi ma significative testimonianze delle personalità che hanno più contribuito a modificare il corso dell'architettura, in un accumulo di immagini che, secondo le intenzioni del produttore, intende “mostrarne la condizione odierna, i suoi momenti di Gloria e Miseria”.

paradigma

a cura di Emanuele Piccardo

paradigma_01 altro_studio

paradigma_02 studioata

paradigma_03 Studiorossi

paradigma_04 ABDA (Botticini De Apollonia e
Associati)

paradigma è un progetto culturale, è un manifesto
teorico, per definire un diverso e più sperimentale approccio al fare
architettura.
paradigma è una serie di mostre allestiste all'interno
dello studio di architettura Studiorossi con l'obiettivo di stabilire un
confronto tra differenti ricerche architettoniche operate da altro_studio,
studioata
, Studiorossi e ABDA.

Si tratta dunque di indagare le sperimentazioni che gli
architetti compiono, eleggendo solo ed esclusivamente due progetti paradigmatici
del loro approccio al fare architettura. Questa scelta radicale consente una
riflessione comune sulle possibilità di sperimentare nel progetto partendo da un
concetto teorico chiaro e ideologicamente forte. La declinazione del paradigma
si inserisce in un contesto teorico povero soprattutto in Italia, per stimolare
una discussione sul suo significato, stabilire connessioni e punti di vista
comuni. In questo senso le modalità con le quali gli architetti affrontano il
paradigma del fare architettura testimoniano un comune filo conduttore:
l'abitare. Ogni architetto coinvolto presenterà due progetti attraverso una
polifonia di materiali come due quaderni, in formato A3, per la descrizione
dell'architettura, due modelli, fotografie o animazioni video. Questa scelta è
resa necessaria dall'esigenza di poter contenere ogni singola mostra all'interno
di una valigia da bagaglio a mano, facilmente trasportabile(in aereo ad
esempio), nell'ipotesi di racchiudere i progetti esercitando una sintesi,
paradigmatica, quindi essenziale ed efficace nella diffusione del contenuto
teorico.

Il ciclo di mostre inizia con paradigma_01
architetture estreme della "natura in movimento" pensate da
altro_studio (Anna Rita Emili, Barbara Pellegrino) applicata alle
catastrofi naturali.
"L'architettura si inserisce in una espressione di
potenza annientatrice della natura-
scrive Anna Rita Emili fondatrice dello
studio-, di fronte alla quale l'uomo prende coscienza del proprio limite
razionale. Allo stesso tempo si sente protetto all’interno della propria
casa
".
Verranno presentati due progetti teoricamente opposti. Il primo,
Invisible House, nato per fronteggiare il fenomeno della
desertificazione, mentre il secondo, Bunker House, una casa a corte
monolitica in cemento armato, che si oppone alle inondazioni che oggi
colpiscono, sempre con maggior frequenza i nostri territori.


paradigma_02 Il secondo appuntamento, previsto
per il mese di novembre, riguarda l'abitare mono - famigliare delle residenze di
studioata dove lo spazio interno viene de-strutturato, liberato dalla
pre-esistenza per l'inserimento di volumi mobili con nuove funzioni.

paradigma_03 E' ancora la dimensione delle case
unifamiliari ad essere centrale nella terza mostra, prevista per dicembre,
dedicata a Studiorossi, nel complesso e stratificato contesto ligure con
un linguaggio che fonda la sperimentazione, a partire dal moderno, verso una
dimensione spaziale che considera il paesaggio come un materiale di progetto.

paradigma_04 L'ultimo appuntamento riguarda lo studio
ABDA (Botticini De Apollonia e Associati), dove la dimensione
dell'abitare collettivo e unifamiliare costituisce un elemento di confronto con
le ricerche degli altri architetti, ancora una volta in contesti morfologici
particolari come la pianura e la collina.

Riflettere sul paradigma significa evidenziare quali progetti
possano essere esemplari per diventare rappresentativi di un modo di procedere
nel fare architettura dal punto di vista della ricerca e della sperimentazione.

Al termine di questa rassegna è prevista nella primavera del
2014 una mostra collettiva a Torino e in altre sedi con l'obiettivo di attivare
un dibattito aperto agli architetti e ai critici.

Il primo appuntamento sarà:
paradigma_01: altro_studio

27 settembre-26 ottobre
2013

Studiorossi_Sala dell'Arte| Via
F. Cascione 86| Imperia

vernissage venerdì 27 settembre
2013 ore 18,00

visite su prenotazione info@studiorossi.org
tel.0183.493254

a cura di Emanuele
Piccardo

media partner:
archphoto.it

altro_studio
www.altro-studio.it






























viene fondato a Roma da Anna
Rita Emili insieme a Barbara Pellegrino nel 1998.
La sua ricerca è orientata
sui temi dell'abitare, sperimentando l'effetto che un certo tipo di spazio
genera nell'individuo a partire dal pensiero del filosofo Merleau-Ponty. Negli
ultimi anni si è dedicato ai fenomeni naturali come desertificazioni,
alluvioni...E' stato invitato a mostre e conferenze in Italia e all'estero
presso prestigiose istituzioni: Triennale di Milano, World Architecture Festival
(Barcellona), Nai (Rotterdam), Virserum Art Museum (Virserum,Svezia) , Cité de
l'architecture et du patrimoine (Paris).

1 2 3 4